OSPEDALE GENERALE

SAN CARLO

Via Aurelia, 275 - Roma - tel. 06.39.701

 
 
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UNITA’ OPERATIVA SEMPLICE DI CHIRURGIA SENOLOGICA
Direttore: Dr. Edoardo Nanni

Responsabile Dr. Carlo Tirelli

Medici

Dr.ssa Fabrizia Scardamaglia

Dr. Carlo Tirelli

In funzione

L’Unità Operativa Semplice di Chirurgia Senologica è attiva tutti i giorni feriali dalle ore 8:00 alle ore 17:00 e si esplica come segue:

  • Attività ambulatoriale: lunedì, mercoledì, venerdì;
  • Attività di sala operatoria: martedì, giovedì.

IL TUTORING DEL PAZIENTE

Nell’ottica di fornire un servizio sempre più qualificato con questa nuova iniziativa si vuole offrire al paziente
un importante supporto per tutte quelle attività connesse alla corretta esecuzione di una visita, di un esame o di una prestazione
che prevedono l’accesso ai “servizi territoriali” come per esempio le prenotazioni che possono comportare per il paziente
un impegno gravoso e spesso condizionante.
La figura del Tutor avrebbe il compito di prendersi carico delle necessità del paziente in merito a tutte quelle esigenze che
coinvolgono, per esempio, l’accesso ai servizi territoriali interni alle strutture di cui il paziente per varie ragioni non può farsi carico.
L’istituzione di questa figura professionale è pensata per offrire all’interno delle strutture afferenti al GRUPPO IDI Sanità
un’organizzazione dei servizi accessori ed inerenti le prestazioni richieste che guardino al paziente in termini di “Intensità di cura” e non solo al numero delle prestazioni erogate.

 

 I chirurghi senologi sono coadiuvati, sia in ambulatorio che in sala operatoria, da numerosi altri specialisti dedicati alla patologia senologica:

 

Cerchio multidisciplinare

 

 

In ambito ambulatoriale sono effettuate, senza lista d’attesa, visite senologiche per pazienti asintomatiche e per pazienti sintomatiche.
Per le prime vengono attivati programmi di prevenzione nel rispetto delle norme dell’organizzazione mondiale della Sanità; 
per le seconde viene eseguita una visita senologica integrata tra i vari specialisti per una rapida diagnosi.

VISITA INTeGRATA

La visita integrata prevede l’uso di particolari e sofisticate metodiche diagnostiche quali:

  • fnab;
  • core-biopsy;
  • mammotome.

Tali metodiche diagnostiche, se necessarie, sono effettuate nel corso della stessa visita senologica per poter giungere
in poche ore ad una esatta diagnosi sulla natura della nodularità mammaria riscontrata:

  • determinazione: benignità, precancerosi, malignità;
  • valutazione attività mitotica;
  • eventuale tipizzazione oncologica;
  • caratterizzazione biologica;
  • valutazione del “T”;
  • valutazione di multifocalità o multicentricità.

Qualora nel corso della visita senologica integrata si ravveda la necessità di un intervento chirurgico,
la paziente, debitamente informata, è inviata alle strutture preposte per una rapida pre-ospedalizzazione.
L’intervento chirurgico, debitamente concertato in una riunione multidisciplinare fra gli specialisti sopraelencati, viene eseguito in tempi molto ristretti.
La degenza ospedaliera è ridotta, per solito, all’arco delle 24 ore, onde poter rinviare la paziente al proprio ambiente familiare nel minor tempo possibile.
Le pazienti dimesse hanno già programmata la visita di controllo e gli eventuali accertamenti di follow-up e ricevono l’indicazione del numero di telefono
del Call Center Unico per ogni evenienza post-operatoria.

 

immagini radiografiche      

SITUAZIONI CLINICHE COMUNEMENTE TRATTATE

 

 

 

 

Nodularità palpabile (immagine di sinistra)

Nodularità NON Palpabile (immagine di destra)

Tutte Sintomatiche

 

      

 

 

 

 

 

Microcalcificazioni

(sintomatiche)

                MAMMOGRAFIA

 

PATOLOGIE TRATTATE CHIRURGICAMENTE

  • Fibroadenoma;
  • Adenosi sclerosante;
  • Papilloma intraduttale;
  • Ectasia duttale;
  • Proliferazioni intracistiche;
  • Aree di microcalcificazioni sospette per neoplasia;
  • Radial scar;
  • Carcinomi in situ ed infiltranti.

Fibroadenoma

Preparazione per linfonodo sentinella

 

METODOLOGIE CHIRURGICHE INNOVATIVE

  • R.O.L.L.

Questa metodica chirurgica si attua per evidenziare ed asportare con assoluta selettività, mediante radioisotopo, lesioni mammarie non altrimenti palpabili ed individuabili.
Tale metodica va a sostituire quella ormai obsoleta e troppo traumatica rappresentata dalla apposizione del repere metallico all’interno della mammella.
Sotto guida radiologica veniva, infatti, apposto, all’interno della mammella, un lungo ago metallico alla cui estremità era localizzato un uncino che agganciava il nodulo non palpabile;
il chirurgo seguendo il decorso dell’ago poteva giungere fino all’uncino e quindi al nodulo mammario da asportare.
Sono intuitive le criticità del sistema:

  1. facile dislocazione del repere;
  2. frequente perdita del repere all’interno della mammella;
  3. marcato trauma sia fisico che psicologico per la donna.

 

 


Il repere radiologico invece, permette di evidenziare il nodulo da asportare tramite l’inoculazione, sotto guida ecografia o mammografica,
intra e perilesionale di 0,5 ml di albumina umana legata a  Tecnezio 99 metastabile.
Tale sostanza emette dei segnali che durante l’intervento chirurgico, sono percepibili, tramite una particolare sonda (vedi immagini) e guidano il chirurgo,
con estrema precisione e limitatissimo trauma, fino al nodulo da asportare.

 

 

Sonda

Utilizzo della sonda durante l'operazione chirurgica

Linfoscintigrafia

 

  • LINFONODO SENTINELLA

Questa è la metodica più moderna che ci permette di estendere a livello ascellare i principi della chirurgia conservativa ormai consolidata nella regione mammaria.
In circa il 70% delle pazienti con un tumore mammario in fase iniziale (T1) la dissezione linfonodale ascellare, con tutto il suo corredo di danni al drenaggio linfatico,
risulta assolutamente inutile; la metodica del linfonodo sentinella ci permette di evitare tale dissezione ascellare senza nulla togliere alla precisa definizione dello stato linfonodale.

Con il termine di linfonodo sentinella intendiamo identificare quel particolare linfonodo che per primo drena la linfa proveniente dall’area ghiandolare mammaria sede del tumore.
Se in tale linfonodo non si riscontrano cellule neoplastiche derivanti dalla neoplasia, non sussiste cioè invasione metastatica, allora dobbiamo ritenere che anche gli altri linfonodi ascellari siano assolutamente indenni da infiltrazione neoplastica, rendendosi, quindi, inutile e dannosa una dissezione ascellare completa.

 

INForMAZIONI E PRENOTAZIONE

  • Call Center Unico: 06.51075001;
  • Quando:
    dal lunedì al venerdì 8:00 - 18:00 e
    sabato 8:00-13:00.

 

PERCORSI BREVI PER UNA RAPIDA DIAGNOSI

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