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Agli inizi del 1998, la Congregazione
dei Figli Dell'Immacolata Concezione ha acquisito la proprieta'
e la gestione di questo complesso ospedaliero denominato "SAN
CARLO DI NANCY", che sorge sulla Via Aurelia a circa un paio
di chilometri di distanza dalla Citta' del Vaticano.
Quasi 250 letti con oltre 400 dipendenti, la struttura ospedaliera,
classificata ospedale generale di zona sin dal settembre del 1976,
e' in grado di assistere circa 14.000 pazienti l'anno in regime
di ricovero per le patologie mediche, chirurgiche, ortopediche,
pediatriche, ginecologiche, oculistiche ed otorinolaringoiatriche.
L'ospedale "SAN CARLO DI NANCY" e' stato per ben 65 anni
di proprieta' della Congregazione religiosa francese delle Suore
di San Carlo (Borromeo) ed eroga le proprie prestazioni in regime
di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale della Regione
Lazio sia per le attivita' di ricovero e per quelle ambulatoriali
e di pronto soccorso.
Nasce, infatti, nel 1932 come casa di cura e gia' da allora viene
intitolato al grande cardinale milanese San Carlo Borromeo. L'aggiunta
del nome Nancy la si ebbe per il fatto che la congregazione religiosa
delle suore proprietaria dell'opera ospedaliera era sorta, nella
seconda meta' del 1600, proprio in quella cittadina francese.
L'ospedale "San Carlo" di Roma e' dunque un'altra realta'
ospedaliera dei Figli Spirituali di Luigi Maria Monti, proprietari
e gestori di quell'altro complesso ospedaliero, l'Istituto
Dermopatico dell'Immacolata I.R.C.C.S., che dista dallo stesso
meno di un chilometro. La quasi centenaria esperienza ospedaliera
in campo dermatologico e', con l'acquisizione del San Carlo, chiamata
ad esprimersi anche in campo medico-generale e chirurgico-specialistico
riportando la congregazione dei Concezionisti all'inizio della sua
attivita' quando assisteva i malati all'interno dell'arciospedale
di Santo Spirito in Sassia, realta' questa che si rinverdisce dopo
oltre un secolo.
Dal luglio 1998 infatti ben 70 letti del Santo Spirito sono ospitati
presso il San Carlo. Il subentro nella proprieta' e nella gestione
dei religiosi concezionisti e' stato ampiamente caldeggiato dalla
Santa Sede in quanto l'uscita delle suore poteva comportare il rischio
di una laicizzazione dell'opera con la conseguente perdita sia della
classificazione della struttura che dell'equiparazione del personale
in esso operante.
Il contratto sottoscritto dai legali rappresentanti delle due congregazioni
religiose rappresenta un esempio ecclesiale da seguire nel futuro
in quanto patrimoni ospedalieri di un certo spessore non possono
venire meno solo per il fatto che una famiglia religiosa non sia
piu' in grado di gestirli.
Essi possono passare di mano senza snaturarne la collocazione giuridica
all'interno del Servizio Sanitario Nazionale e mantenendo, cosa
importantissima, lo stile di servizio tipico di coloro che per carisma
vocazionale hanno scelto di vivere al servizio dell'uomo malato
e sofferente. Questo i Figli Spirituali di Luigi Maria Monti hanno
ben compreso e tutto cio' hanno praticamente voluto realizzare adoperandosi
per l'acquisizione del San Carlo.
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