IDI investe nelle persone: un nuovo modello di innovazione e crescita nella sanità

L’Istituto Dermopatico dell’Immacolata – IDI IRCCS di Roma conferma il proprio impegno nel promuovere una sanità che mette al centro le persone.

In un’epoca di continua trasformazione, l’IDI sceglie di puntare sulla valorizzazione del potenziale umano come leva strategica per l’innovazione e la qualità dell’assistenza.
In un’intervista realizzata da Manpower al Dott. Antonello Sacco, Direttore Personale e Relazioni Industriali, Legale e Privacy dell’IDI, emerge una visione chiara: investire nello sviluppo dei professionisti significa costruire un futuro più sostenibile, umano e orientato alla crescita condivisa.
Il progetto – avviato in collaborazione con la Fondazione Luigi Maria Monti e Manpower – rappresenta un’iniziativa pionieristica nel panorama sanitario, introducendo strumenti innovativi di valutazione e formazione del personale medico per favorire percorsi personalizzati di crescita professionale e personale.

(Fonte: intervista Manpower  “IDI: la nuova frontiera nella sanità, l’innovazione con le persone”)

 

In un’epoca di trasformazioni rapide e continue, quali sono le priorità per le aziende che vogliono restare competitive?

Oggi il mondo del lavoro richiede risposte pronte, adattabilità e innovazione costante, non basta offrire buoni servizi o elaborare strategie brillanti. Se non si investe sul potenziale umano, ogni piano rischia di restare incompleto. Le aziende più lungimiranti hanno ormai compreso una verità fondamentale: la vera innovazione parte dalle persone. È da qui che nasce il valore più autentico e duraturo per qualsiasi organizzazione.

 

Quanto è importante, oggi, scegliere di investire nello sviluppo delle persone all’interno di un’organizzazione?

Investire nello sviluppo delle risorse umane non è una scelta scontata, né tantomeno facile. Ma è la scelta da intraprendere con convinzione, perché il valore più autentico e duraturo di un’organizzazione risiede nelle persone che la compongono. Perché un team che si sente valorizzato è un team più motivato, produttivo e creativo. Le persone diventano protagoniste del cambiamento, si responsabilizzano, generano nuove idee e contribuiscono alla costruzione di un ambiente di lavoro più dinamico, inclusivo e orientato alla crescita individuale e collettiva.

 

 

Qual è oggi il vero motore dell’innovazione sul quale un’azienda deve puntare?

Il vero motore dell’innovazione è il potenziale umano: competenze, idee, talenti e attitudini che, se riconosciuti e coltivati, diventano risorsa concreta per generare valore all’interno delle organizzazioni. Un principio che assume un significato ancora più rilevante nel contesto sanitario, dove i professionisti si trovano ogni giorno a interagire con persone che affidano loro la propria salute, confidando in un’assistenza competente e umana. In quest’ottica, le competenze non sono solo un insieme di conoscenze tecniche, ma includono capacità cognitive, relazionali e comunicative, elementi essenziali per affrontare con efficacia le sfide attuali e future.

 

 

All’interno dell’IDI IRCCS è stato avviato un progetto che si distingue per la sua originalità e visione. Ci racconta com’è nato e quali sono i suoi elementi più innovativi?

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Luigi Maria Monti, Ente proprietario e gestore di cinque presidi sanitari e socio-sanitari nella Regione Lazio, tra cui l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI) IRCCS, riconosciuto centro di riferimento nazionale in ambito dermatologico. È proprio all’IDI che il progetto ha preso avvio nell’aprile del 2024, in un contesto con oltre centodieci anni di storia, arricchito dal lavoro di figure coraggiose, professionali e umanamente dedite alla cura del prossimo. Un patrimonio di conoscenze scientifiche e valori umani che oggi viene rilanciato, con l’obiettivo di valorizzare e far crescere il personale medico, partendo da una visione integrata dello sviluppo professionale e personale.

Abbiamo iniziato lo scorso anno un percorso di Assessment per i Giovani Medici Dermatologici con Manpower, con l’obiettivo di far emergere il potenziale di ognuno e supportarli verso i loro maggiori talenti: la ricerca oppure la carriera ospedaliera. Dunque, coinvolgendo circa 40 medici, il progetto ha al centro un’intuizione tanto semplice quanto rivoluzionaria: lo sviluppo dei medici dermatologi non deve fondarsi esclusivamente su competenze cliniche – per quanto essenziali – ma deve includere anche attitudini, motivazioni personali, capacità gestionali, propensione alla ricerca e, in generale, tutte quelle qualità che rendono un professionista capace di crescere e innovare nel proprio ruolo.

 

 

Quali strumenti sono stati utilizzati?

Per la prima volta in ambito ospedaliero è stato introdotto un progetto ad alto tasso di innovazione, per la forma e i contenuti portati, nonché per l’impatto su decisioni future, basato su strumenti utilizzati con successo nel mondo aziendale, come assessment personalizzati, questionari Hogan, simulazioni comportamentali e colloqui individuali, mirati ad acquisire evidenze circa le “Soft Skill” e quindi punti di forza e aree di miglioramento comportamentale del personale medico, valutandone il potenziale professionale e umano con l’obiettivo di costruire piani di sviluppo individuali mirati.

 

 

In che modo questo progetto si distingue nel panorama sanitario rispetto ad altri progetti sviluppati nello stesso settore?

Quello dell’IDI è un progetto a tutti gli effetti “pionieristico” nel panorama sanitario, visto che tale approccio largamente adottato da grandi gruppi e realtà del settore privato, non ha precedenti nel contesto sanitario, dove ci si concentra sulle competenze professionali. Significa tracciare una direzione nuova, spostando il baricentro dello sviluppo dei professionisti della salute da un approccio meramente tecnico-specialistico a una visione integrata e strutturata che riconosce nel medico non solo l’esperto clinico, ma anche il leader, il ricercatore, il formatore e il promotore di cambiamento.

 

 

Qual è la visione a lungo termine?

L’obiettivo è quello di costruire percorsi personalizzati di crescita, che sappiano riconoscere il potenziale unico di ciascuno e offrano lo spazio per esprimerlo pienamente. Un modello che mette al centro la persona, non solo come professionista, ma come individuo portatore di valori, idee e visioni per il futuro. L’iniziativa dell’IDI rappresenta, pertanto, un investimento coraggioso e lungimirante, che mira a generare valore non solo per i singoli professionisti coinvolti, ma per l’intera organizzazione ospedaliera, favorendo un modello di sanità più evoluto, umano e sostenibile.

Puntare su chi ogni giorno si prende cura degli altri significa non solo migliorare la qualità dell’assistenza, ma anche creare le condizioni per un’innovazione autentica, sostenibile e profondamente umana. Perché il futuro della sanità – come di ogni altro settore – si costruisce partendo dalle persone.

 

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