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La pelle è molto più di una barriera protettiva: è un organo dinamico, capace di riflettere lo stato di salute generale dell’organismo e, in particolare, l’equilibrio metabolico e immunologico interno. Sempre più evidenze scientifiche dimostrano come alimentazione e microbiota intestinale svolgano un ruolo centrale nel mantenimento della salute cutanea e nella prevenzione delle principali patologie dermatologiche.
Su questi temi si è concentrata l’attività di ricerca e di divulgazione scientifica dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata – IDI, al centro di un congresso internazionale dedicato alle novità in tema di alimentazione nella prevenzione e terapia delle patologie cutanee. Un’occasione per fare il punto su dati clinici, ricerca traslazionale e approcci integrati alla cura della pelle.
Le ricerche portate avanti dall’IDI confermano l’esistenza di un asse intestino-cute diretto, in cui alterazioni nutrizionali, squilibri del microbiota intestinale e processi infiammatori sistemici possono riflettersi rapidamente sullo stato della pelle e del suo microbioma.
Come sottolinea Ornella De Pità, responsabile della Ricerca Clinica Traslazionale dell’IDI, intestino e cute condividono similitudini strutturali e immunologiche: quando l’equilibrio intestinale viene compromesso, ad esempio da una disbiosi, le ripercussioni sulla pelle possono manifestarsi con secchezza, arrossamenti, perdita di luminosità o peggioramento di patologie cutanee preesistenti. L’approccio di medicina di precisione sviluppato all’IDI consente di leggere questi segnali come parte di un sistema integrato, orientando strategie preventive e terapeutiche sempre più mirate.
L’idratazione rappresenta il primo pilastro della salute cutanea. Bere quotidianamente almeno 1,5–2 litri di acqua e consumare alimenti ricchi di liquidi, come frutta e verdura, contribuisce a mantenere elasticità e funzionalità della barriera cutanea.
Accanto all’idratazione, un ruolo chiave è svolto da specifici micronutrienti. La vitamina A favorisce la sintesi dei componenti strutturali della cute e contrasta i radicali liberi; il betacarotene stimola la produzione di melanina e svolge un’azione protettiva contro l’invecchiamento precoce. La vitamina C è definita una vera e propria “componente mattone” della pelle, fondamentale per cute, capelli e unghie. Vitamina E e zinco completano il quadro, partecipando ai meccanismi antiossidanti e alla costruzione del collagene.
Un’alimentazione sbilanciata può invece favorire processi infiammatori che incidono negativamente sulla pelle. Come evidenziato da Patrizia Teofoli, dermatologa dell’IDI, è opportuno limitare l’eccesso di carboidrati semplici e grassi saturi, che possono alterare l’attività delle ghiandole sebacee e compromettere la funzione barriera cutanea.
In presenza di patologie dermatologiche, la definizione di una dieta mirata diventa parte integrante del percorso di cura. L’aumento dell’insulinemia legato a un consumo eccessivo di carboidrati semplici può influenzare l’attività sebacea, mentre un eccesso di latte e derivati o di proteine del siero del latte può alterare il microbiota intestinale, attivando pathway proinfiammatori con possibili ricadute su infiammazioni cutanee ed eczemi.
Le ricerche IDI evidenziano inoltre come fattori ambientali quali basse temperature, sbalzi termici, vento, smog e aria secca possano rendere la pelle più vulnerabile. Le basse temperature riducono la vascolarizzazione cutanea e l’ossigenazione dei tessuti, favorendo secchezza e arrossamenti.
Tra le buone pratiche consigliate rientrano l’umidificazione degli ambienti, l’uso di detergenti delicati, docce non troppo calde, una corretta idratazione quotidiana e la protezione solare anche nei mesi invernali. L’inverno rappresenta inoltre il periodo ideale per effettuare il controllo dei nei, quando l’assenza di abbronzatura consente una valutazione dermatologica più accurata.
L’attività scientifica dell’IDI dimostra come l’integrazione tra ricerca di laboratorio, clinica e nutrizione consenta di trasformare la complessità dei meccanismi biologici in strumenti concreti per la prevenzione e la cura. La salute della pelle inizia dall’interno e passa attraverso un approccio personalizzato, fondato su evidenze scientifiche e su una visione globale della persona.
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