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In estate il nostro organismo affronta un lavoro silenzioso e continuo: mantenere la temperatura interna intorno ai 37°C quando l'ambiente esterno spinge in direzione opposta. Per riuscirci attiva due meccanismi principali — la sudorazione e la vasodilatazione — che però consumano acqua e sali minerali in quantità significative. Se non li reintegriamo, le conseguenze possono andare dalla semplice stanchezza fino alla disidratazione grave o al colpo di calore.
Prevenire queste situazioni è possibile, e dipende in larga misura da quello che mangiamo e beviamo ogni giorno.
Il sudore è il condizionatore naturale del nostro organismo: evaporando sulla pelle, disperde il calore in eccesso. Quando l'aria è molto umida, però, questo meccanismo funziona meno bene — il sudore non evapora e il corpo fatica a raffreddarsi. Nel frattempo, il cuore accelera per spingere il sangue verso la superficie cutanea.
Il risultato è una perdita progressiva di liquidi, sodio, potassio e magnesio. Se non li reintegriamo, il volume del sangue diminuisce, la pressione si abbassa e compaiono i sintomi classici: stanchezza estrema, giramenti di testa, crampi muscolari. Nei casi più gravi, la pelle diventa calda e completamente asciutta — il segnale che le riserve d'acqua sono esaurite e il rischio di colpo di calore è concreto.
Ogni volta che mangiamo, il corpo produce calore per digerire e assimilare i nutrienti. Più il pasto è abbondante e ricco di grassi, più lo stomaco lavora, richiamando sangue e innalzando la temperatura interna. In estate, quindi, l'alimentazione deve perseguire due obiettivi insieme: essere leggera, per non sovraccaricare il corpo dall'interno, e ricca di acqua e sali minerali, per compensare le perdite dovute al caldo.
1. Bere regolarmente, anche senza sete.
Almeno un litro e mezzo o due litri d'acqua al giorno, a piccoli sorsi distribuiti nel tempo. Gli anziani spesso non avvertono lo stimolo della sete: in questo caso è utile bere "a orologio", indipendentemente dalla percezione di bisogno.
2. Mangiare più verdura cruda.
Cetrioli, pomodori, zucchine e sedano sono composti quasi interamente di acqua e fibre, che aiutano a mantenere il corpo idratato a lungo.
3. Fare piccoli pasti frequenti.
Dividere il cibo in 4 o 5 spuntini durante la giornata riduce il carico digestivo e limita il calore prodotto internamente dopo ogni pasto.
4. Scegliere frutta fresca come spuntino.
Melone, anguria, pesche e albicocche sono fonti naturali di acqua e potassio. Meglio consumarli lontano dai pasti principali per evitare gonfiori.
5. Preferire il piatto unico.
Un'insalata di riso o una pasta fredda con pesce e verdure sostituiscono con vantaggio il pranzo tradizionale a più portate, alleggerendo il lavoro digestivo nelle ore più calde.
6. Mangiare i legumi freddi.
Ceci, lenticchie e fagioli sono ottime fonti proteiche prive di grassi pesanti. In estate si prestano a insalate fredde o preparazioni come l'hummus.
7. Scegliere pesce e carni bianche.
Pollo, tacchino e pesce azzurro si digeriscono più rapidamente rispetto alla carne rossa, con un minor dispendio energetico per l'organismo.
8. Proteggere l'intestino con lo yogurt.
Il caldo e gli sbalzi di temperatura possono alterare l'equilibrio della flora batterica intestinale. Lo yogurt naturale o il latte fermentato aiutano a mantenerla in salute.
9. Mangiare una manciata di frutta secca.
Circa 30 grammi di mandorle o noci non salate al giorno forniscono energia e minerali utili contro la spossatezza.
10. Bere prima di muoversi.
Prima di uscire per commissioni a piedi o attività fisica — sempre nelle ore più fresche — è consigliabile bere almeno due bicchieri d'acqua circa mezz'ora prima.
1. Bere bevande ghiacciate.
Un liquido troppo freddo a contatto con uno stomaco accaldato può provocare congestione, con dolori addominali anche intensi e blocchi della digestione.
2. Bere alcolici e superalcolici.
L'alcol aumenta la sudorazione e la diuresi, accelerando la perdita di liquidi e alterando la percezione della temperatura corporea.
3. Abusare di caffè e tè caldi.
La caffeina e la teina hanno effetto diuretico: un consumo eccessivo favorisce la perdita di liquidi anziché contribuire all'idratazione.
4. Mangiare cibi fritti e salse pesanti.
Fritture, maionese e condimenti elaborati richiedono ore per essere digeriti, aumentando la sensazione di calore interno e affaticamento.
5. Mangiare cibi troppo salati.
Salumi, insaccati e snack industriali contengono quantità elevate di sodio, che accentua la ritenzione idrica e intensifica lo stimolo della sete.
6. Consumare piatti bollenti.
Minestre e zuppe fumanti costringono il corpo a un lavoro extra per abbassare la temperatura. Meglio consumare i piatti a temperatura ambiente.
7. Saltare i pasti o digiunare.
Non mangiare a causa del caldo espone al rischio di cali di pressione improvvisi e, nei casi più seri, di svenimento.
8. Lasciare i cibi fuori dal frigorifero.
Con il caldo i batteri si moltiplicano rapidamente. Consumare cibo rimasto a temperatura ambiente per ore può causare intossicazioni con vomito e diarrea, che aggravano ulteriormente la disidratazione.
9. Sostituire l'acqua con bibite gassate.
Le bevande dolci e i succhi industriali contengono zuccheri in quantità che non dissetano e possono provocare disturbi intestinali.
10. Abusare di dolci elaborati.
Torte con creme e dessert pesanti rallentano la digestione e aumentano la sensazione generale di spossatezza.
Un indicatore semplice e affidabile dello stato di idratazione è il colore delle urine: chiare e trasparenti indicano un buon equilibrio idrico; scure e concentrate segnalano che il corpo ha bisogno di acqua.
Se una persona presenta mal di testa intenso, nausea, vertigini, pelle calda e asciutta, battito accelerato o stato confusionale, è necessario agire senza attendere: portarla in un luogo fresco e ventilato, farla sdraiare con le gambe sollevate, applicare panni bagnati d'acqua fresca sulla pelle e contattare il medico.
Una precisazione importante: la risposta al caldo varia in base all'età, allo stile di vita e alle terapie in corso. Chi assume farmaci per la pressione o diuretici deve prestare particolare attenzione e confrontarsi con il proprio medico.
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