Idrosadenite Suppurativa: una malattia cronica con un forte impatto sulla qualità della vita
L'Idrosadenite Suppurativa (HS) è una malattia infiammatoria cronica della pelle, dolorosa e spesso invalidante, caratterizzata da noduli, ascessi e lesioni profonde nelle aree corporee soggette a sfregamento. Chi ne soffre conosce bene l'impatto profondo che questa patologia ha sulla qualità della vita quotidiana e sullo stato emotivo.
Per offrire risposte sempre più efficaci, la ricerca dell'IDI - Istituto Dermopatico dell'Immacolata non si ferma.
Una malattia più diffusa di quanto si pensi
L'HS ha una prevalenza globale stimata intorno all'1% e colpisce soprattutto i giovani adulti, con esordio tipico tra il secondo e il quarto decennio di vita. In Europa e Nord America interessa più frequentemente le donne. Nonostante questo, la diagnosi arriva spesso in ritardo: la letteratura documenta un intervallo medio di 7-10 anni tra la comparsa dei primi sintomi e una diagnosi accurata. Riconoscere la malattia in fase precoce è importante, perché consente di intervenire prima che si formino cicatrici e lesioni permanenti.
La rassegna del laboratorio di Immunologia Sperimentale
Un'importante rassegna scientifica pubblicata sulla rivista internazionale Molecular Biomedicine — firmata dai nostri ricercatori afferenti al laboratorio di Immunologia Sperimentale (M.G. Lolli, L. Sanna, R. Belli, A. Dattolo, L. Fania, L. Colonna, P. Marchetti, C. Albanesi, L. Mercurio, S. Madonna) — fa il punto sui fattori di rischio, di suscettibilità genetica e sulla patologia, con due focus fondamentali per i pazienti.
La rassegna, ad accesso aperto, è consultabile integralmente sulla rivista Molecular Biomedicine.
1) Il legame chiave con l'obesità e il tessuto adiposo
La ricerca evidenzia come l'obesità non sia una semplice condizione associata, ma un vero e proprio "motore" dell'infiammazione. Il tessuto adiposo rilascia sostanze (chiamate adipochine) che alimentano l'infiammazione cutanea e ostacolano la guarigione, favorendo la formazione di cicatrici permanenti e fistole. Curare la salute metabolica e il peso corporeo è quindi parte integrante della terapia dermatologica.
Nel dettaglio, il tessuto adiposo in eccesso produce una quantità sbilanciata di adipochine: aumentano quelle a effetto pro-infiammatorio (come leptina, resistina e visfatina), mentre diminuisce l'adiponectina, che ha invece un'azione protettiva e anti-infiammatoria. Questo squilibrio contribuisce a mantenere attiva l'infiammazione e a favorire la degradazione dei tessuti. Gli studi analizzati nella rassegna indicano inoltre una correlazione tra una perdita di peso significativa e la riduzione della gravità della malattia, a conferma di quanto la salute metabolica sia intrecciata con quella cutanea.
2) Le terapie del futuro e la medicina di precisione
Oltre ai trattamenti tradizionali, la rassegna analizza le nuove terapie biologiche e mirate, attualmente in fase di sviluppo clinico. Il lavoro approfondisce i meccanismi di azione delle correnti terapie e di quelle in fase di studio sul blocco del circolo vizioso tra infiammazione cutanea e alterazioni metaboliche, gettando le basi per poter creare cure "su misura" per ciascun paziente prima che si creino danni irreversibili alla pelle.
Il lavoro esamina un ampio ventaglio di approcci. Accanto alle terapie convenzionali — come antibiotici, terapie anti-androgeniche e cortisonici, che agiscono sull'infiammazione in modo ampio — vengono approfondite le terapie mirate, i cosiddetti farmaci biologici, che bloccano in modo selettivo specifiche vie infiammatorie (tra cui quelle mediate dal TNF-alfa e dalle interleuchine IL-17 e IL-23). Un capitolo a parte riguarda le molecole che agiscono sull'asse metabolico-infiammatorio e i nuovi trattamenti oggi in fase di sperimentazione clinica, studiati anche per raggiungere le lesioni più profonde e per ridurre la componente fibrotica. Per i casi più avanzati, la chirurgia resta il riferimento per le sequele strutturali della malattia.

Non solo pelle: il peso sulla vita quotidiana
Oltre alle manifestazioni cutanee, l'HS incide profondamente sulla sfera psicologica e sociale. La rassegna ricorda come ansia e depressione siano frequenti tra i pazienti — descritte fino al 42% dei casi — alimentando un circolo in cui il disagio emotivo e l'infiammazione si rinforzano a vicenda. Per questo la ricerca sottolinea l'importanza di un approccio multidisciplinare, che affianchi alla cura della pelle l'attenzione agli aspetti metabolici, psicologici e nutrizionali della persona.
All'IDI la ricerca scientifica e l'attività clinica quotidiana lavorano insieme per offrire ai pazienti percorsi di cura avanzati e personalizzati. Questa rassegna, condotta nell'ambito delle attività di ricerca dell'Istituto e sostenuta da fondi pubblici europei (PNRR - Next Generation EU) e del Ministero della Salute, si inserisce nel percorso verso una medicina sempre più di precisione, capace di intervenire prima che il danno diventi irreversibile.