15/05/2026
Sindrome Metabolica: una sfida per 1 adulto su 2
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Scopri di più07 Maggio 2025
Il piede d’atleta, noto anche con il termine medico tinea pedis, è un’infezione fungina superficiale della pelle che colpisce principalmente i piedi, in particolare le zone interdigitali (tra le dita), le piante e, talvolta, i bordi laterali. Si tratta di una delle infezioni micotiche più comuni, soprattutto tra gli adulti attivi e sportivi, da cui deriva anche il nome popolare.
Il piede d’atleta è causato da funghi dermatofiti, in particolare delle specie Trichophyton ed Epidermophyton. Questi microrganismi si nutrono della cheratina, una proteina presente nella pelle, nelle unghie e nei capelli. L’ambiente caldo e umido favorisce la proliferazione di questi funghi, che si trasmettono per contatto diretto o indiretto, ad esempio camminando a piedi nudi su superfici contaminate come spogliatoi, docce comuni e piscine.
Diversi fattori aumentano il rischio di sviluppare il piede d’atleta: sudorazione eccessiva dei piedi (iperidrosi), l’utilizzo di calzature chiuse e poco traspiranti, specialmente in materiale sintetico, l’uso condiviso di asciugamani, calzini o scarpe, la frequentazione di ambienti umidi e pubblici, come piscine e palestre, la presenza di piccole lesioni o abrasioni cutanee, che facilitano la penetrazione dei funghi ed ovviamente la scarsa igiene dei piedi, soprattutto se combinata con umidità e calore persistente. Esiste anche una predisposizione di tipo genetico allo sviluppo di questa patologia, espressa come una tendenza alla micosi recidivante.
Il quadro clinico può essere molto eterogeneo, ma i sintomi principali includono: prurito intenso tra le dita dei piedi, spesso tra il quarto e il quinto dito, la desquamazione, arrossamento e screpolature della pelle, la presenza di fissurazioni dolorose e macerazione della cute accompagnate da cattivo odore ed in alcuni casi da vescicole o formazioni bollose, soprattutto nella variante disidrosiforme.
Quando l’infezione si estende alle unghie adiacenti (onicomicosi) si presenta un ispessimento e ingiallimento delle stesse.

La diagnosi del piede d’atleta è solitamente clinica, basata sull’esame obiettivo dei sintomi. In alcuni casi, per confermare la natura fungina, il medico può prelevare un piccolo campione di pelle (raschiamento) per l’esame microscopico con idrossido di potassio (KOH) o per la coltura micologica, utile nei casi resistenti o ricorrenti.
Il trattamento del piede d’atleta dipende dalla gravità e dall’estensione dell’infezione. Per la maggior parte dei casi, soprattutto se circoscritti, è sufficiente l’uso di antimicotici topici, disponibili in crema, gel, spray o polvere a base di Clotrimazolo, Miconazolo, Ketoconazolo o Terbinafina
Quando l’infezione è estesa, recidivante o non risponde ai trattamenti topici, può essere necessario ricorrere a farmaci antimicotici orali, come l’itraconazolo od il fluconazolo
I trattamenti sono solitamente prolungati e per evitare le recidive vanno proseguiti anche fino a due settimane dalla scomparsa dei sintomi. Accanto alla terapia farmacologica, ci sono accorgimenti utili che contribuiscono alla guarigione: è importate lavare i piedi quotidianamente, asciugandoli bene (soprattutto tra le dita), utilizzare calze di cotone pulite e cambiarle ogni giorno, evitare scarpe chiuse troppo a lungo, privilegiando calzature traspiranti e disinfettarle per esempio con spray antimicotici regolarmente.
Sebbene esistano rimedi naturali (come tea tree oil o aceto di mele), la loro efficacia non è paragonabile ai trattamenti farmacologici, e il loro uso dovrebbe essere considerato solo come supporto, non come terapia principale.
La prevenzione del piede d’atleta si basa su semplici ma fondamentali misure igieniche e comportamentali: mantenere i piedi puliti e asciutti: asciugarli con cura, specialmente tra le dita, dopo la doccia o il bagno. Indossare ciabatte in ambienti umidi pubblici (spogliatoi, docce, piscine). Cambiare le calze ogni giorno, preferendo tessuti naturali come cotone o lana leggera. Alternare le scarpe, lasciandole arieggiare tra un utilizzo e l’altro.
Evitare scarpe strette o in materiale non traspirante, soprattutto per periodi prolungati. Non condividere oggetti personali, come asciugamani, calzini o scarpe. Disinfettare regolarmente le calzature, soprattutto dopo un’infezione. Monitorare e trattare subito eventuali lesioni, vesciche o calli, che possono facilitare l’ingresso dei funghi.
In conclusione, il piede d’atleta è un disturbo comune ma facilmente trattabile se affrontato tempestivamente e con i giusti accorgimenti. La chiave è la combinazione tra trattamento farmacologico efficace e attenzione costante all’igiene e alla prevenzione. Una corretta educazione sanitaria e l’adozione di semplici misure quotidiane possono ridurre significativamente la diffusione e la ricorrenza dell’infezione. In caso di dubbi, sintomi persistenti o recidive frequenti, è sempre consigliato rivolgersi a un professionista sanitario per una diagnosi accurata, un trattamento personalizzato, soprattutto per evitare l’estensione dell’infezione, la sovra infezione batterica e le recidive.
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