L’arrivo della stagione invernale innesca nell’organismo umano alcuni processi di adattamento fisiologici che gli permettono di mantenere il suo l’equilibrio interno e affrontare al meglio l’abbassamento delle temperature.
La nostra pelle in particolare, in quanto organo di interfaccia con l’ambiente, svolge un ruolo fondamentale in questo senso. Essa, infatti, è particolarmente sensibile alle variazioni climatiche esterne (freddo, ma anche vento e ridotta umidità) e interne (ambienti riscaldati) che si verificano durante il periodo invernale.
La struttura della pelle e i suoi meccanismi di adattamento al freddo
La pelle è un organo che svolge numerose funzioni: protegge gli organi e le strutture interne dagli eventi traumatici, chimici e microbiologici, sia meccanicamente che mediante l’attivazione della risposta immunitaria; regola la temperatura corporea attraverso meccanismi di vasodilatazione e vasocostrizione; mantiene l’equilibro idroelettrolitico tramite la regolazione della sudorazione. Essa è, inoltre, un importante organo sensoriale. Tutte queste funzioni sono finalizzate al mantenimento dell’omeostasi dell’organismo, e possono essere svolte efficacemente solo da una cute integra.
La pelle ha una struttura complessa, costituita da tre strati:
Epidermide: è lo strato più superficiale, in costante rinnovamento, costituito principalmente da cellule (cheratinociti) che si moltiplicano continuamente e vanno incontro a un processo di maturazione che li porta, una volta raggiunti gli strati più esterni, a perdere il nucleo e accumulare cheratina (corneociti). I corneociti sono immersi in una matrice di lipidi intercellulari (prevalentemente ceramidi, colesterolo e acidi grassi liberi) fondamentali per mantenerne la coesione. I corneociti e la matrice lipidica costituiscono lo strato corneo, che rappresenta la prima linea di difesa contro le aggressioni ambientali (barriera cutanea).
L’integrità della barriera cutanea contrasta la penetrazione di sostanze irritanti e agenti patogeni e regola la perdita di acqua attraverso la cute (TEWL- Trans Epidermal Water Loss).
Derma: costituito da collagene ed elastina, svolge funzioni strutturali e di sostegno. Nel derma si trovano inoltre vasi sanguigni e linfatici, ghiandole sebacee e sudoripare, bulbi piliferi, terminazioni nervose Anche il sudore, e il sebo prodotto dalle ghiandole sebacee contribuiscono all’efficienza della barriera cutanea.
Ipoderma: costituito da tessuto adiposo, ha funzioni meccaniche e di isolamento termico.
Gli effetti del freddo sulla pelle
L’esposizione al freddo determina nella pelle una serie di risposte fisiologiche di adattamento. La più immediata è la vasocostrizione dei vasi sanguigni superficiali, un meccanismo adattativo finalizzato a ridurre la dispersione di calore e a preservare la temperatura degli organi interni. Non solo il freddo, ma anche i bruschi sbalzi di temperatura legati al passaggio da ambienti esterni ad ambienti riscaldati, e i conseguenti fenomeni di vasocostrizione/vasodilatazione, contribuiscono ad aumentare il discomfort cutaneo durante il periodo invernale.
L’abbassamento della temperatura comporta inoltre una riduzione della sintesi dei lipidi cutanei, con conseguente compromissione della funzione barriera della pelle.
Oltre alla bassa temperatura, un fattore cruciale e spesso sottovalutato è rappresentato dalla ridotta umidità atmosferica che si verifica nei mesi invernali, non solo all’esterno ma anche negli ambienti interni a causa dell’utilizzo dei sistemi di riscaldamento, spesso non adeguatamente compensato da un’adeguata umidificazione.
Le condizioni di ridotta umidità favoriscono l’evaporazione dell’acqua e aumentano la TEWL, compromettendo la capacità della pelle di mantenere un giusto grado di idratazione, e questo, insieme alla compromissione della barriera cutanea, aumenta la disidratazione e rende la pelle più sensibile e vulnerabile agli agenti esterni.
La pelle diventa più secca e meno elastica, possono manifestarsi sintomi come prurito o sensazione di bruciore o di “pelle che tira”. Possono comparire desquamazione, gonfiore, e in alcuni casi, persino ragadi e fissurazioni.
Nei soggetti predisposti, i continui sbalzi di temperatura e l’esposizione prolungata al freddo possono causare la comparsa di eritema pernio (geloni), caratterizzato da arrossamento, dolore e gonfiore e talvolta di ulcere a carico delle dita di mani e piedi e del naso.
Chi è più a rischio
L’inverno mette a dura prova la pelle di tutti, ma alcuni soggetti sono più sensibili agli effetti del freddo:
- Pelli sensibili: sono pelli reattive, fragili, che si irritano facilmente in risposta a stimoli comuni come il cambiamento di temperatura, manifestando sintomi come prurito, arrossamento, senso di pizzicore. Spesso, ma non sempre, si tratta di pazienti con tendenza alla rosacea.
- Soggetti in età pediatrica: i bambini, e i neonati in particolare, hanno una cute più sottile, una quota lipidica cutanea ridotta legata anche alla scarsa attività delle ghiandole sebacee. Ciò li rende particolarmente sensibili agli effetti del freddo.
- Anziani: con l’avanzare degli anni, la cute perde elasticità e la sintesi di lipidi epidermici si riduce. Ciò rende la pelle senile più secca, disidratata e dunque più vulnerabile durante il periodo invernale.
- Pazienti dermatologici: alcune patologie infiammatorie croniche della pelle, come la dermatite atopica, la psoriasi e la rosacea sono caratterizzate da alterazioni della funzione barriera e della risposta infiammatoria. L’abbassamento della temperatura e la riduzione dell’umidità ambientale possono favorirne le riacutizzazioni. Alcune forme di orticaria possono essere scatenate dall’esposizione al freddo, così come gli episodi di acrocianosi nei pazienti che soffrono di fenomeno di Raynaud. Anche i pazienti affetti da alcune malattie autoimmuni come il lupus sistemico o la sclerodermia possono sperimentare in inverno un peggioramento dei sintomi soprattutto a carico del microcircolo e delle articolazioni.
I pazienti affetti da acne che utilizzano terapie dermatologiche come i retinoidi topici o sistemici o il benzoil possono sperimentare la comparsa di fenomeni irritativi particolarmente marcati durante l’inverno.
- Categorie professionali: i soggetti che lavorano all’aperto o in ambienti sfavorevoli (es. celle frigorifere) sono ovviamente particolarmente svantaggiati durante il periodo invernale. Ciò vale anche per le categorie di lavoratori cronicamente esposti al contatto con acqua e sostanze chimiche (es. impiegati in imprese di pulizie, bar, ristorazione, parrucchieri).
- Proteggere la pelle dal freddo.
Per evitare i problemi cutanei causati dal freddo, è opportuno adottare, durante il periodo invernale, precauzioni e strategie idonee mirate a preservare l’integrità della barriera cutanea e a ripristinarla, laddove compromessa.
- Detersione: Adottare una corretta detersione è il primo strumento utile a prevenire e contenere i danni del freddo.
È bene utilizzare detergenti delicati, cremosi, oleosi o a basso contenuto di tensioattivi, che rispettino il film idrolipidico della pelle. Esistono detergenti specificamente formulati per alcune categorie come i neonati e i bambini, i pazienti affetti da patologie dermatologiche, gli anziani. È necessario inoltre evitare lavaggi troppo frequenti e prolungati, e l’utilizzo di acqua troppo calda.
- Uso di prodotti idratanti ed emollienti: I prodotti migliori contengono sostanze in grado di trattenere l’acqua nello strato corneo (come acido ialuronico, urea a bassa concentrazione, glicerolo) e sostanze lipidiche capaci di ricostituire il film idrolipidico (es. ceramidi, acidi grassi, cere, olii vegetali o minerali). Durante il periodo invernale è bene utilizzare prodotti con una consistenza più ricca e un maggior contenuto di componenti lipidiche e applicarli regolarmente, soprattutto dopo la detersione. L’utilizzo di cosmetici idonei contribuisce a ripristinare l’integrità della barriera cutanea, migliorando l’elasticità cutanea e aumentando la resistenza della pelle agli stressors ambientali.
- Protezione meccanica:
L’uso di guanti protettivi nello svolgimento delle attività di pulizie domestiche o professionali, o durante l’utilizzo di sostanze chimiche è raccomandato. Lo stesso dicassi per l’utilizzo di indumenti (sciarpe, guanti) che proteggano le aree più esposte come mani e viso in caso di esposizione al freddo.
- Corretto apporto idrico: Assicurarsi di avere un corretto apporto idrico (in inverno si tende a bere meno acqua rispetto ai mesi estivi) per mantenere un buono stato di idratazione dell’organismo.
- Mantenere una corretta umidità ambientale: Evitare il surriscaldamento degli ambienti domestici e utilizzare idonei umidificatori.